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La notte delle fate

Tutto nacque in una notte di luna nuova.

Il sorriso ammaliante di Cassiopea soave nel cielo, Venere lucente, Giove satollo sonnecchiante.
Un dio bellissimo, possenti mani e sguardo fiero, fumava e guardava il mare. Pensava alla città e si mordicchiva il labbro: “Basta. E’ giunto di tempo. Per 1 anno i miei folletti hanno lavorato duro. Adesso sento che ci siamo”.
Svegliò il padre e si voltò verso la madre.

“Parto con i miei prodi. Il colore sta per invadere la città. La gioia e il profumo inonderanno il mondo. Sarà solo per 1 ora o per 1 giorno, tutta la vita. Io vado”.

Il giovane dio voltò le spalle al cielo e partì.
I folletti laboriosi intenti a produrre croccantini di miele e bacche selvatiche, lo accolsero festosi, accesero il fuoco, brindarono e cantarono.
Naturalmente loro stessi sentivano di essere pronti.
Avevano maturato esperienza, fatto pratica e imparato i segreti della terra. In 1 anno di duro lavoro avevano vissuto gioie e dolori, imparato a condividere e apprezzare le cose semplici.
Sbocciati come fieri tulipani, adesso erano un vero esercito pronto alla rivoluzione.

Tutto nacque in una notte di luna nuova.

Le fate gioirono e tirarono fuori dai bauli di nuvole i preziosi attrezzi custoditi per generazioni.
Le civette intonarono un coro.
Le stelle brillarono.

In quella notte iniziò il presente.
Da quella notte la città cambiò. Non più un ciuffetto di erba maltrattato, un albero affogato nel cemento, un fiore mortificato dall’incuria.

Era la notte di luna nuova, la notte delle fate.
La notte in cui il dio della notte radunò il suo esercito di folletti e disse:
La nostra rivoluzione ha ufficialmente inizio. Non un capello sarà ritorto, non una mano sarà alzata in offesa, nessuna perplessità turberà la nostra missione.
La città diventerà finalmente piena di verde, le persone passeggeranno nel colore, il cemento cederà il posto ai fiori. L’uomo sarà buono con la terra e ne godrà liberamente i frutti”
.

Il dio della notte inaugurò ufficialmente la stagione della cura e del buon umore. La città divenne di tutti.

In quella notte di luna nuova ebbe inizio La Rivoluzione Verde.

dedicato agli amici di Terra di Nettuno e a tutti i guerrilla gardner che ringrazio anche a nome dei numerosi cittadini che ne apprezzano il lavoro, li seguono e … aspettano il prossimo attacco.
buona rivoluzione verde a tutti!!!!

Illustrazione: silviabettini.it
 
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Pubblicato da su giugno 14, 2012 in Media, Varie

 

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Il lato sovversivo degli ortisti urbani

Di recente ho scoperto di averne uno ma … adesso dov’è andato?

Il mio lato sovversivo si è smontato, sciolto, volatilizzato. Dov’è finito?

Orto47 è immerso nel ghiaccio, le piante sono state scalzate via dalla terra gelida.  Non sappiamo se sopravvivranno. Molto probabilmente no!

Così in pochi giorni il freddo ha portato via biete e radicchi dagli orti urbani come dalle piazze agitazioni e rivolte … sia quelle di massa che quelle di pochi, comprese le mie.

Ma cosa hanno in comune l’orto e le rivolte?

Ho scoperto … MOLTO! E’ un dato empirico rilevato su me stessa.

Dopo meno di un anno di vanga e zappa, dopo aver gustato i miei ortaggi e frequentato contadini metropolitani come me… anche io mi sono lasciata prendere dalle occupazioni di chi rivendica il diritto al’insolvenza dei debiti pubblici, di chi rinnega la rappresentanza politica …  mi sono persino iscritta al canale di Youtube di Occupy Wall Streat. Seguo tutto ciò che attiene la volontà di ridimensionare il potere dei pochi, dei capi, dei rappresentanti, degli urlatori, dei ricchi e dei prepotenti. Metto in discussione l’ordine costituito e cerco di fare di testa mia!

A proposito … l’azione più rivoluzionaria di cui vado veramente fiera è l’essermi iscritta l’ANPI di Correggio, Linda nel suo blog racconta la magica serata.

Orgogliosa della tessera ANPI riscopro il patriottismo e quella parte di storia italiana violata dai bifolchi. La Costituzione Italiana appartiene a tutti! Questa si che è una tessera politica che ci rappresenta!

Quindi venendo al dunque…orti e sovversione. Coltivare uno spicchio di terra rende gioiosamente anarchici. L’agricoltura urbana è sovversiva di per sé stessa, perché ti pone al disopra dei consumi standard pilotati da centri di potere, perché fa venire voglia di cose buone e di stare con gli altri. Di riappropriarsi degli spazi comuni per vivere e produrre insieme.  … dai rendiamoci più felici!

“La patata è anarchica e il fagiolo bombarolo.
La carota è da sempre un’arma non convenzionale.
Il pomodoro e il carciofo sono insurrezionalisti.
Il peperone è comunista.
L’orto è l’ultimo schiaffo al Potere.
L’orto è sovversivo!”. Beppe Grillo blog

Considero geniale il caro vecchio Beppe! Ascolto e leggo con attenzione le sue “sclerate”, un misto di pessimismo e simpatia mi pervade. L’ho anche votato in passato!

Questa volta nessuna brutta notizia, ma una giusta riflessione sull’evoluzione della specie umana. E’ attarverso Grillo che ho conosciuto il concetto di Orto Sovversivo: brillantissimo posizionamento scelto da Roger Doiron, fondatore di “Kitchen Gardeners International“, per comunicare la sua rete non profit composta oramai da 20.000 persone/contadini in 100 Paesi.

Se ciascuno coltivasse il proprio orto modificheremmo completamente gli equilibri di potere del mondo intero. Autosufficienza, riduzione dei consumi, gestione di materie prime e condivisione tra la gente comune, sono le regole di questa nuova rivoluzione.

Tutti siamo interessati alla sovversione verde!
Armati di zappa possiamo sentirci più ricchi e soddisfatti, meno soli ma soprattutto molto molto potenti! … è quel labile sentimento di pacifica anarchia che abita in tutti noi, uomini liberi (o che ambiscono ad esserlo).

Coltivare il proprio cortile è la più rivoluzionaria delle azioni!  Sarà forse questa la giusta strada per (de)crescere in allegria. Sentiremmo la mancanza dei conservanti ma guadegneremo in amore.

Le giornate si allungano e al Vag parte il Corso di autoproduzione di piantine … sta per scattare il piano Primavera/Estate … dopo l’inverno sono pronta a ripartire con la mia rivoluzione!

 
 

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Lezione autunnale. Tutti al verde!

Domenica 18 dicembre al Giardino Guido Rossa per la campagna abbonamenti di Radio Città del Capo, insieme a molti amici ed ortisti metropolitani

Siamo tutti al verde”, così Radio Città del Capo apre la campagna abbonamenti del 2012 con dibattiti, concerti & disco dance. La vera chicca? Una domenica mattina di guerrilla gardening in bolognina dove una colorata e variegata popolazione di cittadini si è cimentata con zappa e zuppa.
Per la Zappa prezioso è stato il contributo di Trame Urbane, per la Zuppa ci ha pensato l’associazione Oltre.

E’ dicembre … il primo inverno per queste giovani ortiste metropolitane.

Io e Serena balliamo, mangiamo e beviamo, se aspettassimo i frutti di orto47 moriremmo di noia (e di fame)!

L’orto è in letargo.

A metà ottobre abbiamo acquistato una serie di piantine già belle grandi. Secondo i nostri calcoli avrebbero dovuto farci divertire per tutto l’inverno.

Radicchio rosso tardivo, puntarelle romane, insalata gentile, pan di zucchero, bietola, radicchio Luisa tardivo, cipolle di Tropea a go go, salvia e una bellissima Dalia. Edonismo puro!

Sapevamo che la dalia avrebbe perso vitalità e sarebbe presto caduta in uno stato di morte apparente, abbiamo deciso di viverci gli ultimi giorni di fioritura rigogliosa per poi salutarla in pace e aspettarne il ritorno in primavera.

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Ma gli ortaggi, quelli ci hanno praticamente gabbato. Sono trascorse settimane, mesi … ma nulla si è mosso neppure di un cm. Neppure le puntarelle che promettevano tanto bene!

Ortaggi: “Sorry it was fekkin late…bimbe in ottobre non si pianta più nulla”
Noi
: ma come è stato bel tempo, sole, luce e poi eravate già grandicelle, “tardive”no? … ma tardive per nulla!!
Ortaggi
: “ragazze vabbè tardive, ma si pianta a fine agosto. Mica siamo tardone!!!!”

La lezione appresa: da settembre e febbraio-marzo non si pianta nulla!

Nessun raccolto ma gli auguri di Natale si…volentieri.

Non vedevamo da un po’ i nostri vicini Davide e Gildo, Federico e Andrea, ma anche Valentino e Andrea a cui diamo del lei. In primavera-estate l’orto chiama almeno 1 volta al giorno, ma in inverno …

Ancora la sciarpa profuma di caminetto.

Andrea anarchico e autarchico ha portato le birra autoprodotta e 2 torte salate.
Fiumi di vino e bei sorrisi. E buon Natale a tutti!

 
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Pubblicato da su dicembre 20, 2011 in orto, Varie

 

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Meglio un passato di verdura che un futuro di …

Se Santa Insolvenza non riesce a fare il miracolo perché la neo eletta amministrazione bolognese non non ne comprende il valore “religioso”.

Se ancora si discute sull’opportunità o meno (?) di dare la cittadinanza alle seconde generazioni.
Che sinceramente a me sembra un quesito paleolitico del tipo “quanto è importante il web al giorno d’oggi?”  😥 vabbè…

Se non riusciamo a sentirci rassicurati dalle vetrine natalizie perché ci sembrano solamente un enorme cumulo d’imminente spazzatura (di cui ovviamente non sapremo bene cosa farci soprattutto se viviamo nel centro di Bologna dove non esiste la differenziata).

Vorrei proprio dire per fortuna
… che almeno la Santa Cecilia protegge tutta la musica e i musicisti!

… che ci sono community garden, giardini e orti mobili, i guerrilla gardeners, le progettazioni urbane partecipate tra chi costruisce e i cittadini. A proposito il 26 mattina si può partecipare alla progettazione partecipata del giardino di via Barontini tutte le info su: http://spaziaperti.wordpress.com/.

… e per “fortunissima” esiste l’umorismo, come quello dei fumetti di Marina Girardi che fanno riflettere con dolcezza.
Anche Marina è parte di quella enorme comunità di uomini e animali che amano i fiori, la frutta e la verdura.
A questi auguro un bel passato di verdure!
(vorei tanto citare l’autore della foto intercettata da Giorgia su FB…help me)

 
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Pubblicato da su novembre 23, 2011 in di Sovversione o Ecologia Sociale, Media, orto, Varie

 

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Gramigna bolle in pentola

La storia di Gramigna è iniziata cavalcando l’entusiasmo provato dall’osservazione e la conoscenza di realtà ortive nazionali, europee e locali.

Alcune considerazioni preliminari…

Io e Serena abbiamo un orto urbano nell’area dell’Ospedale Maggiore che ne conta più di 150, il nostro orto è in numero 47 per questo si chiama semplicemente Orto47.

Bologna ha una trentennale tradizione di orti. Ad oggi sono presenti ben 20 aree comunali nate negli anni80 come espressione di politiche sociali a favore degli anziani. Le aree ortive in città sono tutte gestite da associazioni di anziani, come ANCESCAO di cui fa’ parte anche quella dell’Ospedale Maggiore. Per intendersi…siamo tessereta allì’Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti!

Da 2 anni l’amministrazione comunale ha aperto l’assegnazione a tutti i cittadini bolognesi, questo ha fatto sì che io e Serena ne potessimo chiedere ed ottenere uno. Come Orto47, tanti sono ad oggi gli spicchi di terra gestiti da cittadini di diverse età, tradizioni, etnie, abitudini. Gli orti urbani comunali vivono un periodo di veloce trasformazione socio-demografica, iniziano ad essere un campione rappresentativo della nostra  società.

Esiste quindi un bacino di circa 2000 piccoli orti comunali.

Ma a Bologna non ci sono solo gli “orti degli anziani”, in tanti coltivano un piccolissimo orto, un quadratino di terra o grandi vasi …

Esistono anche una serie di realtà associative, o gruppi, nati spontaneamente dall’esigenza di creare comunità a presidio del territorio, spazio di tutti.
Gruppi mossi dalla convinzione che uno sviluppo sostenibile legato alla vita quotidiana sia possibile. Trame Urbane,  prova a progettare un orto urbano all’interno del parco pubblico previsto nel piano urbano della Bolognina. Per certi versi simile a Spazi Aperti, l’associazione nata per rappresentare i cittadini della Cirenaica nel tavolo di progettazione partecipata del nuovo quartiere.

Ci sono poi i Guerrilleri, gruppi di guerrilla gardening sempre più numerosi a Bologna (Terra di Nettuno).

E poi, ancora, fenomeni che definirei più di massa, come il Mercato della Terra, quello dell’XM24 e del Vag.

Non poteva che entusiasmarci l’enorme interesse dimostrato dalla gente e dai media verso Orto47 che, come dice qualcuno, è un riuscito quanto inconsapevole esperimento di marketing!

Come cittadine e come ortiste, avvertiamo chiaramente un movimento della nostra città diretto verso nuove dinamiche ambientali ed economiche che passano dal privato al condiviso.

Gli orti e i giardini urbani possono rappresentare una direttrice di sviluppo “anticrisi”: costano poco ma danno molto!  A Parigi il terreno si richiede all’amministrazione comunale che fornisce il terriccio e l’impianto idrico, in cambio chiede che le aree siano aperte al pubblico almeno 2 giorni a settimana e che vi si organizzino eventi. A Siviglia si è occupato il giardino di una villa storica in centro, a Milano e a Roma si occupano abusivamente le aree urbane degradate.

Gramigna è un progetto tutto bolognese che geo-localizza giardini e orti pubblici e privati ma anche aree verdi degradate. Crediamo che si debba partire dando identità alle realtà esistenti in città, prendendo coscienza del potenziale e creando relazione. Saranno i bolognesi stessi a dare risposta al bisogno collettivo di riappropriazione dello spazio urbano, di razionalizzazione delle risorse, dello stare insieme, del condividere cose belle e semplici.

Gramigna è una mappa online, che si costruirà partendo dalle aree ortive comunali e soprattutto dai singoli orti che le popolano, come Orto47. Si autoalimenterà con attivazioni spontanee di spazi verdi “inediti” come il giardino del condominio di Massimo, lo spicchio di orto sul terrazzo di Stefano, le vasche di terra di Elen.

Abbiamo bisogno di tempo e di promozione dal basso.
Come la gramigna, dobbiamo arrivare dappertutto e mappare tutti orti e i giardini bolognesi, così per contarci, per conoscerci … per far crescere nuove idee e magari provare a vivere una nuova, vera esperienza di community garden!

Ne parliamo domani in una delle situazioni più stimolanti organizzate in città, Cosa Bolle in Pentola? il pranzo domenicale, vegetariano e sostenibile attraverso il quale i cittadini possono sostenere progetti artistici e culturali da sviluppare a Bologna.
“Qualcosa verrà pur fuori”
(citazione di un nostro vicino di orto)

 
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Pubblicato da su novembre 5, 2011 in Media, orto

 

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Coltivare Rapporti

14 ottobre 2011

Questa è la mia storia personale, descriverò uno spicchietto di vita che somiglia ad una favola o meglio al soggetto di una commedia brillante americana alla Billy Wilder dove si procede per gag e coincidenze, buon umore e  battute da happy end come la mitica “Nessuno è perfetto” di “A qualcuno piace caldo”.

Ingresso Area Ortiva Ospedale Maggiore

Ti piacciono le verdure, ne mangi quintali ma non hai mai preso in mano una zappa. Poi succede per gioco che chiedi ed ottieni un orto pubblico, piccolo eh…3×10 mq…ma ENORME!
Cotta dalla fatica scatti foto e apri un blog, così ti capita di essere intervistata da un programma radiofonico che parla di cose buone e sane (Decanter). Seguito a sua volta da persone che amano questo tipo di cose. Le quali (persone) si prendono bene e richiedono al Comune un orto e ottengono proprio quello di fianco al tuo. Con tutti gli orti che ci sono in città! Andrea e Elisa, che conosco perché facciamo yoga insieme ogni venerdì da 2 anni.

Per non dire che Gianluca, il mio insegnante di yoga che ha anche lui un orto, è stato uno dei primi a leggere il blog.

Oppure succede che tra 2 amiche nasca una grande e profonda conoscenza e consapevolezza reciproca solo zappando e sperando che il germoglio resista al trasloco dal balcone all’orto.

Potrei continuare ancora per molto. Solo l’ultima. Domenica scorsa io e Serena abbiamo partecipato al nostro primo attacco di guerrilla gardening con il gruppo  bolognese Terra di Nettuno.

International tulip Guerrilla Gardening 9/10/11

A parte il wording problematico a dir poco dato che aborro la guerra in tutte le sue forme e quindi provo imbarazzo a parlarne con tale dimestichezza ed entusiasmo, la giornata è stata stupenda e adesso passeggiare per la città fa un’altra impressione. Giuro. Forse durerà solo poche ore ma la sensazione di orgoglio che si prova è forte.
Siamo stati anche pubblicati su repubblica.it dalla mitica Giorgia Olivieri qui l’articolo.

Bene dicevamo… che potrebbe anche succederti che ti ritrovi ad essere felice di zappare un’aiuola pubblica che fete di cacca di cane, e scoprire che Massimo per la prima volta come te lì, ha letto il tuo blog.


E poi sei lì con ragazzi che hanno la maglietta di Emergency perché sono attivisti, e tu sei abbonato ad E il mensile di Emergency che il mese scorso ha dedicato l’articolo centrale a Campi Aperti che è l’oggetto della tesi di Rachele di Trame Urbane che sta organizzando Coltivare RappORTI ed ha invitato Orto47 ed altri ortisti di tutta Italia a questi 3 giorni di workshop sul tema degli Orti e dei Rapporti.

Programma di Coltivare RappOrti dal 20 al 23 ottobre

E’ proprio questa signori e signori la più grande scoperta!
Orti e Rapporti … geniale ed al contempo vero.
Le ovvie verità sono gioiosamente semplici.

Orti e Rapporti per me e Serena rappresentano un unico cammino fatto di scoperte che spero non finiscano mai. I rapporti personali e sociali hanno uno stretto legame con la terra che vale la pena di indagare e capire.
Un rapporto sul quale si deve investire!

E in tutto questo l’Orto47? Dopo l’attacco, Massimo che aveva letto questo blog ed ha zappato le 2 aiuole, eroico ha deciso di fare la conoscenza del nostro orto e della nostra zappa. E’ stato a quel punto che ho preso il coraggio a 4 mani ed ho trapiantato i minuscoli porri che mi tenevano compagnia sul balcone di casa.

Quindi signori e signori era doveroso confessare che l’Orto47 sta attraversando un periodo di crisi d’identità tra pomodori che ancora vengono su e mancanza di un piano autunno-inverno.
Ma…i rapporti stanno spuntando, mettendo radici, maturando, fiorendo…

 
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Pubblicato da su ottobre 14, 2011 in Media, orto, Varie

 

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