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Vandana Shiva “giovani occupate la terra”

Source: google.ca via Jessica on Pinterest

Intervista rilasciata da Vandana Shivauna delle rappresentanti più importanti dell’ecologia sociale, a AAM Terra Nuova sul tema dell’alienazione delle terre pubbliche programmata dal governo Monti.

“La terra sostiene la nostra vita sulla Terra, e la Terra non discrimina tra giovani e vecchi, ricchi e poveri, per lei tutti i figli sono uguali.
Noi siamo legati alla Terra dal momento che ognuno riceve una giusta, equa e sostenibile parte di risorse: la biodiversità e i semi, il cibo che i semi ci procurano, la terra su cui possono crescere i cibi, l’acqua che scorre nei nostri fiumi e anche l’aria dell’atmosfera che respiriamo.
La più grande sfida che dobbiamo fronteggiare oggi è quello che ho chiamato la rapina dei nostri beni comuni da parte delle multinazionali.
I semi come beni comuni sono stati sottratti tramite la privatizzazione e brevettazione, l’acqua è stata privatizzata tramite leggi, la terra è stata privatizzata e rubata nei paesi poveri, in India, in Africa, ma anche nei paesi ricchi a causa dell’aggravarsi della crisi economica.
Le vere forze che hanno generato la crisi, tramite una morte finanziaria, ora vogliono appropriarsi del benessere reale della società e del futuro, vogliono appropriarsi dell’acqua e della terra.

Penso che in questo momento di crisi,  di crisi economica, la terra è l’unico luogo in cui possiamo ritornare per ricostruire una nuova economia; e ogni governo alle generazioni future dovrebbe dire: “non abbiamo molto altro da darvi: abbiamo perso la capacità di darvi lavoro, sicurezza sociale e garantirvi un decente tenore di vita. Ma la terra ha ancora questa capacità, noi consegniamo le terre pubbliche agli agricoltori del futuro: provvedete a voi stessi”. Questo è un obbligo, visto il fallimento dei governi, nell’attuale sistema economico, nel prendersi cura dei bisogni della gente; la terra può prendere cura dei nostri bisogni, la comunità può prendersi cura dei nostri bisogni.
E se vogliamo avere un’economia viva, e dobbiamo averla, e se vogliamo avere una viva democrazia, la terra deve essere al centro di questo rinnovamento: dalla morte e distruzione alla vita.

Mettere la terra nelle mani delle generazioni future è il primo passo, e se non lo faranno, seguendo la strada giusta, invito i giovani a occupare la terra così come stanno occupando le piazze; voi dovete fare un dono al futuro dell’umanità.

Fonte: AAM (Agricoltura, Alimentazione e Medicina) Terra Nuova, una rivista bimestrale che rappresenta uno strumento di controinformazione su medicine non convenzionali, alimentazione naturale, energie rinnovabili, ricerca interiore, agricoltura biologica, ambiente ed ecologia ma anche un punto di riferimento per tutti coloro che intendono dare priorità all’essere rispetto all’avere e trasformare la propria vita in maniera consapevole e nel pieno rispetto della natura. AAM Terra Nuova si pone inoltre l’obiettivo di fungere da collegamento fra le varie realtà della rete ecologica e biologica italiana. Bioarchitettura, tecnologie dolci, bioregionalismo, musica, sessualità, scienze olistiche, finanza etica, ecoturismo e tanti altri sono gli argomenti che si sono aggiunti a quelli che hanno dato vita in origina ella rivista.
http://www.aamterranuova.it/article6834.htm
 
 

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Meglio un passato di verdura che un futuro di …

Se Santa Insolvenza non riesce a fare il miracolo perché la neo eletta amministrazione bolognese non non ne comprende il valore “religioso”.

Se ancora si discute sull’opportunità o meno (?) di dare la cittadinanza alle seconde generazioni.
Che sinceramente a me sembra un quesito paleolitico del tipo “quanto è importante il web al giorno d’oggi?”  😥 vabbè…

Se non riusciamo a sentirci rassicurati dalle vetrine natalizie perché ci sembrano solamente un enorme cumulo d’imminente spazzatura (di cui ovviamente non sapremo bene cosa farci soprattutto se viviamo nel centro di Bologna dove non esiste la differenziata).

Vorrei proprio dire per fortuna
… che almeno la Santa Cecilia protegge tutta la musica e i musicisti!

… che ci sono community garden, giardini e orti mobili, i guerrilla gardeners, le progettazioni urbane partecipate tra chi costruisce e i cittadini. A proposito il 26 mattina si può partecipare alla progettazione partecipata del giardino di via Barontini tutte le info su: http://spaziaperti.wordpress.com/.

… e per “fortunissima” esiste l’umorismo, come quello dei fumetti di Marina Girardi che fanno riflettere con dolcezza.
Anche Marina è parte di quella enorme comunità di uomini e animali che amano i fiori, la frutta e la verdura.
A questi auguro un bel passato di verdure!
(vorei tanto citare l’autore della foto intercettata da Giorgia su FB…help me)

 
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Pubblicato da su novembre 23, 2011 in di Sovversione o Ecologia Sociale, Media, orto, Varie

 

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Gramigna bolle in pentola

La storia di Gramigna è iniziata cavalcando l’entusiasmo provato dall’osservazione e la conoscenza di realtà ortive nazionali, europee e locali.

Alcune considerazioni preliminari…

Io e Serena abbiamo un orto urbano nell’area dell’Ospedale Maggiore che ne conta più di 150, il nostro orto è in numero 47 per questo si chiama semplicemente Orto47.

Bologna ha una trentennale tradizione di orti. Ad oggi sono presenti ben 20 aree comunali nate negli anni80 come espressione di politiche sociali a favore degli anziani. Le aree ortive in città sono tutte gestite da associazioni di anziani, come ANCESCAO di cui fa’ parte anche quella dell’Ospedale Maggiore. Per intendersi…siamo tessereta allì’Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti!

Da 2 anni l’amministrazione comunale ha aperto l’assegnazione a tutti i cittadini bolognesi, questo ha fatto sì che io e Serena ne potessimo chiedere ed ottenere uno. Come Orto47, tanti sono ad oggi gli spicchi di terra gestiti da cittadini di diverse età, tradizioni, etnie, abitudini. Gli orti urbani comunali vivono un periodo di veloce trasformazione socio-demografica, iniziano ad essere un campione rappresentativo della nostra  società.

Esiste quindi un bacino di circa 2000 piccoli orti comunali.

Ma a Bologna non ci sono solo gli “orti degli anziani”, in tanti coltivano un piccolissimo orto, un quadratino di terra o grandi vasi …

Esistono anche una serie di realtà associative, o gruppi, nati spontaneamente dall’esigenza di creare comunità a presidio del territorio, spazio di tutti.
Gruppi mossi dalla convinzione che uno sviluppo sostenibile legato alla vita quotidiana sia possibile. Trame Urbane,  prova a progettare un orto urbano all’interno del parco pubblico previsto nel piano urbano della Bolognina. Per certi versi simile a Spazi Aperti, l’associazione nata per rappresentare i cittadini della Cirenaica nel tavolo di progettazione partecipata del nuovo quartiere.

Ci sono poi i Guerrilleri, gruppi di guerrilla gardening sempre più numerosi a Bologna (Terra di Nettuno).

E poi, ancora, fenomeni che definirei più di massa, come il Mercato della Terra, quello dell’XM24 e del Vag.

Non poteva che entusiasmarci l’enorme interesse dimostrato dalla gente e dai media verso Orto47 che, come dice qualcuno, è un riuscito quanto inconsapevole esperimento di marketing!

Come cittadine e come ortiste, avvertiamo chiaramente un movimento della nostra città diretto verso nuove dinamiche ambientali ed economiche che passano dal privato al condiviso.

Gli orti e i giardini urbani possono rappresentare una direttrice di sviluppo “anticrisi”: costano poco ma danno molto!  A Parigi il terreno si richiede all’amministrazione comunale che fornisce il terriccio e l’impianto idrico, in cambio chiede che le aree siano aperte al pubblico almeno 2 giorni a settimana e che vi si organizzino eventi. A Siviglia si è occupato il giardino di una villa storica in centro, a Milano e a Roma si occupano abusivamente le aree urbane degradate.

Gramigna è un progetto tutto bolognese che geo-localizza giardini e orti pubblici e privati ma anche aree verdi degradate. Crediamo che si debba partire dando identità alle realtà esistenti in città, prendendo coscienza del potenziale e creando relazione. Saranno i bolognesi stessi a dare risposta al bisogno collettivo di riappropriazione dello spazio urbano, di razionalizzazione delle risorse, dello stare insieme, del condividere cose belle e semplici.

Gramigna è una mappa online, che si costruirà partendo dalle aree ortive comunali e soprattutto dai singoli orti che le popolano, come Orto47. Si autoalimenterà con attivazioni spontanee di spazi verdi “inediti” come il giardino del condominio di Massimo, lo spicchio di orto sul terrazzo di Stefano, le vasche di terra di Elen.

Abbiamo bisogno di tempo e di promozione dal basso.
Come la gramigna, dobbiamo arrivare dappertutto e mappare tutti orti e i giardini bolognesi, così per contarci, per conoscerci … per far crescere nuove idee e magari provare a vivere una nuova, vera esperienza di community garden!

Ne parliamo domani in una delle situazioni più stimolanti organizzate in città, Cosa Bolle in Pentola? il pranzo domenicale, vegetariano e sostenibile attraverso il quale i cittadini possono sostenere progetti artistici e culturali da sviluppare a Bologna.
“Qualcosa verrà pur fuori”
(citazione di un nostro vicino di orto)

 
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Pubblicato da su novembre 5, 2011 in Media, orto

 

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