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Archivi tag: Trame Urbane

Full immersion tra gli orti cittadini


25 minuti di full immersion su orti e Bologna, storia, situazione attuale, persone, bisogni e valori.
Forti legami.

Punti di vista.

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Pubblicato da su ottobre 15, 2012 in Media

 

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Lezione autunnale. Tutti al verde!

Domenica 18 dicembre al Giardino Guido Rossa per la campagna abbonamenti di Radio Città del Capo, insieme a molti amici ed ortisti metropolitani

Siamo tutti al verde”, così Radio Città del Capo apre la campagna abbonamenti del 2012 con dibattiti, concerti & disco dance. La vera chicca? Una domenica mattina di guerrilla gardening in bolognina dove una colorata e variegata popolazione di cittadini si è cimentata con zappa e zuppa.
Per la Zappa prezioso è stato il contributo di Trame Urbane, per la Zuppa ci ha pensato l’associazione Oltre.

E’ dicembre … il primo inverno per queste giovani ortiste metropolitane.

Io e Serena balliamo, mangiamo e beviamo, se aspettassimo i frutti di orto47 moriremmo di noia (e di fame)!

L’orto è in letargo.

A metà ottobre abbiamo acquistato una serie di piantine già belle grandi. Secondo i nostri calcoli avrebbero dovuto farci divertire per tutto l’inverno.

Radicchio rosso tardivo, puntarelle romane, insalata gentile, pan di zucchero, bietola, radicchio Luisa tardivo, cipolle di Tropea a go go, salvia e una bellissima Dalia. Edonismo puro!

Sapevamo che la dalia avrebbe perso vitalità e sarebbe presto caduta in uno stato di morte apparente, abbiamo deciso di viverci gli ultimi giorni di fioritura rigogliosa per poi salutarla in pace e aspettarne il ritorno in primavera.

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Ma gli ortaggi, quelli ci hanno praticamente gabbato. Sono trascorse settimane, mesi … ma nulla si è mosso neppure di un cm. Neppure le puntarelle che promettevano tanto bene!

Ortaggi: “Sorry it was fekkin late…bimbe in ottobre non si pianta più nulla”
Noi
: ma come è stato bel tempo, sole, luce e poi eravate già grandicelle, “tardive”no? … ma tardive per nulla!!
Ortaggi
: “ragazze vabbè tardive, ma si pianta a fine agosto. Mica siamo tardone!!!!”

La lezione appresa: da settembre e febbraio-marzo non si pianta nulla!

Nessun raccolto ma gli auguri di Natale si…volentieri.

Non vedevamo da un po’ i nostri vicini Davide e Gildo, Federico e Andrea, ma anche Valentino e Andrea a cui diamo del lei. In primavera-estate l’orto chiama almeno 1 volta al giorno, ma in inverno …

Ancora la sciarpa profuma di caminetto.

Andrea anarchico e autarchico ha portato le birra autoprodotta e 2 torte salate.
Fiumi di vino e bei sorrisi. E buon Natale a tutti!

 
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Pubblicato da su dicembre 20, 2011 in orto, Varie

 

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Meglio un passato di verdura che un futuro di …

Se Santa Insolvenza non riesce a fare il miracolo perché la neo eletta amministrazione bolognese non non ne comprende il valore “religioso”.

Se ancora si discute sull’opportunità o meno (?) di dare la cittadinanza alle seconde generazioni.
Che sinceramente a me sembra un quesito paleolitico del tipo “quanto è importante il web al giorno d’oggi?”  😥 vabbè…

Se non riusciamo a sentirci rassicurati dalle vetrine natalizie perché ci sembrano solamente un enorme cumulo d’imminente spazzatura (di cui ovviamente non sapremo bene cosa farci soprattutto se viviamo nel centro di Bologna dove non esiste la differenziata).

Vorrei proprio dire per fortuna
… che almeno la Santa Cecilia protegge tutta la musica e i musicisti!

… che ci sono community garden, giardini e orti mobili, i guerrilla gardeners, le progettazioni urbane partecipate tra chi costruisce e i cittadini. A proposito il 26 mattina si può partecipare alla progettazione partecipata del giardino di via Barontini tutte le info su: http://spaziaperti.wordpress.com/.

… e per “fortunissima” esiste l’umorismo, come quello dei fumetti di Marina Girardi che fanno riflettere con dolcezza.
Anche Marina è parte di quella enorme comunità di uomini e animali che amano i fiori, la frutta e la verdura.
A questi auguro un bel passato di verdure!
(vorei tanto citare l’autore della foto intercettata da Giorgia su FB…help me)

 
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Pubblicato da su novembre 23, 2011 in di Sovversione o Ecologia Sociale, Media, orto, Varie

 

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“Cosa bolle in pentola?” crede in Gramigna


6 novembre 2011

Oggi è stata una giornata speciale.
Durante un gustoso pranzo vegetariano svoltosi a La Pillola, io e Serena abbiamo raccolto ben 17 consensi. Gramigna ufficialmente esiste perchè i commensali di Cosa bolle in pentola? hanno creduto in noi votando e finanziando lo start-up della Mappa.

Cibo buono e una bella dose di adrenalina condivisa con Trame Urbane che brindava al successo di Coltivare RappOrti, e con Giorgia Olivieri e Sabrina Camonchia che compartivano amabilmente Stefano tutti e tre curiosi di ascoltare i 5 progetti in gara.

… ringraziamo tutti di cuore ❤ ❤ ❤ e promettiamo che sentirete parlare di Gramigna!!

Il premio & Trame Urbane

Programma di sala del pranzo

Breve presentazione
“Cosa bolle in pentola?”
è un progetto di Culinaria Sexy Sapori, Ossigeno!, CiboSano e La Pillola, sviluppato da Ilenia Gamberini, Alice Guastadini, Anna Roberti, la FunkyZdaura, Laura Cacciari, Eléonore Grassi e Michele Restuccia.

L’obiettivo è quello di proporre un modo conviviale di condividere le idee creative e le risorse (i soldi, il cibo e la buona volontà) presenti in città e nel circondario. In particolare portando a Bologna l’esperienza delle Sunday Soup di Chicago, che di recente è arrivata a Milano con Granaio e Tavola Periodica.

E’ bene sottolineare che le attività sono state svolte a titolo gratuito, gli unici costi sostenuti sono quelli per l’acquisto del cibo e dei materiali necessari per lo svolgimento del pasto.

 
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Pubblicato da su novembre 6, 2011 in Media, Varie

 

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Gramigna bolle in pentola

La storia di Gramigna è iniziata cavalcando l’entusiasmo provato dall’osservazione e la conoscenza di realtà ortive nazionali, europee e locali.

Alcune considerazioni preliminari…

Io e Serena abbiamo un orto urbano nell’area dell’Ospedale Maggiore che ne conta più di 150, il nostro orto è in numero 47 per questo si chiama semplicemente Orto47.

Bologna ha una trentennale tradizione di orti. Ad oggi sono presenti ben 20 aree comunali nate negli anni80 come espressione di politiche sociali a favore degli anziani. Le aree ortive in città sono tutte gestite da associazioni di anziani, come ANCESCAO di cui fa’ parte anche quella dell’Ospedale Maggiore. Per intendersi…siamo tessereta allì’Associazione Nazionale Centri Sociali, Comitati Anziani e Orti!

Da 2 anni l’amministrazione comunale ha aperto l’assegnazione a tutti i cittadini bolognesi, questo ha fatto sì che io e Serena ne potessimo chiedere ed ottenere uno. Come Orto47, tanti sono ad oggi gli spicchi di terra gestiti da cittadini di diverse età, tradizioni, etnie, abitudini. Gli orti urbani comunali vivono un periodo di veloce trasformazione socio-demografica, iniziano ad essere un campione rappresentativo della nostra  società.

Esiste quindi un bacino di circa 2000 piccoli orti comunali.

Ma a Bologna non ci sono solo gli “orti degli anziani”, in tanti coltivano un piccolissimo orto, un quadratino di terra o grandi vasi …

Esistono anche una serie di realtà associative, o gruppi, nati spontaneamente dall’esigenza di creare comunità a presidio del territorio, spazio di tutti.
Gruppi mossi dalla convinzione che uno sviluppo sostenibile legato alla vita quotidiana sia possibile. Trame Urbane,  prova a progettare un orto urbano all’interno del parco pubblico previsto nel piano urbano della Bolognina. Per certi versi simile a Spazi Aperti, l’associazione nata per rappresentare i cittadini della Cirenaica nel tavolo di progettazione partecipata del nuovo quartiere.

Ci sono poi i Guerrilleri, gruppi di guerrilla gardening sempre più numerosi a Bologna (Terra di Nettuno).

E poi, ancora, fenomeni che definirei più di massa, come il Mercato della Terra, quello dell’XM24 e del Vag.

Non poteva che entusiasmarci l’enorme interesse dimostrato dalla gente e dai media verso Orto47 che, come dice qualcuno, è un riuscito quanto inconsapevole esperimento di marketing!

Come cittadine e come ortiste, avvertiamo chiaramente un movimento della nostra città diretto verso nuove dinamiche ambientali ed economiche che passano dal privato al condiviso.

Gli orti e i giardini urbani possono rappresentare una direttrice di sviluppo “anticrisi”: costano poco ma danno molto!  A Parigi il terreno si richiede all’amministrazione comunale che fornisce il terriccio e l’impianto idrico, in cambio chiede che le aree siano aperte al pubblico almeno 2 giorni a settimana e che vi si organizzino eventi. A Siviglia si è occupato il giardino di una villa storica in centro, a Milano e a Roma si occupano abusivamente le aree urbane degradate.

Gramigna è un progetto tutto bolognese che geo-localizza giardini e orti pubblici e privati ma anche aree verdi degradate. Crediamo che si debba partire dando identità alle realtà esistenti in città, prendendo coscienza del potenziale e creando relazione. Saranno i bolognesi stessi a dare risposta al bisogno collettivo di riappropriazione dello spazio urbano, di razionalizzazione delle risorse, dello stare insieme, del condividere cose belle e semplici.

Gramigna è una mappa online, che si costruirà partendo dalle aree ortive comunali e soprattutto dai singoli orti che le popolano, come Orto47. Si autoalimenterà con attivazioni spontanee di spazi verdi “inediti” come il giardino del condominio di Massimo, lo spicchio di orto sul terrazzo di Stefano, le vasche di terra di Elen.

Abbiamo bisogno di tempo e di promozione dal basso.
Come la gramigna, dobbiamo arrivare dappertutto e mappare tutti orti e i giardini bolognesi, così per contarci, per conoscerci … per far crescere nuove idee e magari provare a vivere una nuova, vera esperienza di community garden!

Ne parliamo domani in una delle situazioni più stimolanti organizzate in città, Cosa Bolle in Pentola? il pranzo domenicale, vegetariano e sostenibile attraverso il quale i cittadini possono sostenere progetti artistici e culturali da sviluppare a Bologna.
“Qualcosa verrà pur fuori”
(citazione di un nostro vicino di orto)

 
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Pubblicato da su novembre 5, 2011 in Media, orto

 

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